Chi arriva in Gallura per la prima volta resta colpito da due cose: le rocce dalle forme incredibili e il profumo che sale dalla vegetazione nelle ore calde. Granito e macchia mediterranea sono l'anima di questo angolo di Sardegna nord-orientale, e imparare a riconoscerli rende ogni passeggiata, ogni strada panoramica e ogni caletta più interessante. Anche intorno a Nido d'Amore su Tavolara, sulle colline affacciate sull'arcipelago, il paesaggio racconta questa storia.
Una terra di granito
Gran parte della Gallura poggia sul granito, una roccia nata dal lento raffreddamento del magma in profondità, circa 300 milioni di anni fa, durante l'orogenesi ercinica. Insieme ai graniti della Corsica forma il cosiddetto batolite sardo-corso, un'enorme massa granitica che oggi affiora in colline, promontori e isolotti. In superficie il granito ha colori che vanno dal grigio chiaro al rosato, e cambia aspetto con la luce: abbagliante a mezzogiorno, caldo e dorato al tramonto.
Tafoni e sculture del vento
Il tempo, l'acqua, il sale e il vento hanno scolpito il granito in forme sorprendenti. Le più caratteristiche sono i tafoni, cavità che si aprono nella roccia e si allargano lentamente, trasformando i massi in archi, conchiglie e figure animali. L'esempio più celebre è la Roccia dell'Orso, sul promontorio di Capo d'Orso a Palau, che ricorda un grande orso affacciato sul mare. Sulla costa settentrionale, a Capo Testa, vicino a Santa Teresa Gallura, il granito crea un labirinto di massi intorno al faro e alla Valle della Luna; già in età romana qui si cavava la pietra.
Il granito non è solo paesaggio: è anche materiale da costruzione e lavoro. Lo si ritrova nei muretti a secco, negli stazzi, le tradizionali case rurali galluresi, e nei centri storici dell'interno come Tempio Pausania e Calangianus, costruiti in pietra a vista. L'estrazione e la lavorazione del granito sono ancora oggi un'attività importante del territorio.
Tavolara, l'eccezione calcarea
Guardando Tavolara dalla costa si nota subito che è diversa: pareti chiare e verticali, un profilo piatto come un tavolo. L'isola è infatti formata in gran parte da calcari e dolomie di età mesozoica, rocce sedimentarie nate in antichi mari, appoggiate sul basamento granitico che affiora sul lato occidentale. È questa differenza a renderla così diversa dalle colline granitiche della terraferma. Per scoprirla da vicino leggete la pagina dedicata a Tavolara.
La macchia mediterranea, un giardino di profumi
Dove il granito lascia spazio al suolo cresce la macchia mediterranea, una vegetazione sempreverde e fitta, adattata a estati lunghe e secche e al vento. Tra le piante più comuni ci sono il lentisco, con piccole bacche rosse che maturando diventano nere; il corbezzolo, che in autunno porta insieme fiori e frutti; il cisto, che in primavera si copre di fiori bianchi e rosa; e poi ginepri, eriche e fillirea. Sulle colline dell'interno domina la sughera: il sughero è una risorsa storica della Gallura, e Calangianus è considerata la capitale italiana del sughero.
Il mirto, simbolo della Sardegna
Fra tutte, la pianta più amata è il mirto (Myrtus communis), un arbusto dalle foglie lucide e aromatiche. In Sardegna fiorisce tra la fine di maggio e l'inizio di luglio con piccoli fiori bianchi profumati, mentre le bacche, di un blu violaceo scuro, maturano verso la fine di novembre e si raccolgono fino a gennaio. Dalle bacche, lasciate a lungo in infusione, nasce il celebre liquore di mirto, servito freddo a fine pasto; esiste anche una versione bianca, ottenuta dalle foglie. Non a caso uno dei due appartamenti della casa porta proprio il nome di Mirto: un omaggio alla pianta che profuma le colline intorno.
Una casa tra il granito e il mare
Due appartamenti, Mirto e Sterlitzia, in collina con terrazza vista mare sull'arcipelago di Tavolara e piscina condivisa del residence.